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Teocrito

Sappiamo poco della biografia di Teocrito: nasce a Siracusa, ma si trasferisce ad Alessandria, dove incontra Callimaco e il Museo. Dalle sue opere è possibile ricostruire la datazione della sua vita: la nascita intorno al 310 a.C. e la morte probabilmente posteriore al 260 a.C. Il suo corpus contiene opere realmente teocritee e dei suoi imitatori: in tutto tretuno carmi e ventiquattro epigrammi. È considerato l'inventore degli idilli, piccoli componimenti, ossia della poesia bucolica: spiega ciò nell'Idillio 7, "Le Talisie", in cui un nobile ed un pastore gareggiano cantando alla maniera bucolica. Nell'Idillio 1, "Tirsi o il canto", in un cui un capraio canta la morte di Dafni e tutta la natura che assiste all'evento, con tratti di idealizzazione (che torneranno con Virgilio); altro idillio importante è il quinto, l'agone bucolico in cui due caprai si sfidano in maniera molto realistica. Altro genere, il mimo, si ritrova negli Idilli 2 ("Le incantatrici") e 15 ("Le siracusane", o "Le donne alla festa di Adone"), con forti colloquialismi e modi di parlare popolari. Ci sono anche diversi epilli, come negli Idilli 17 ("Tolemèo") e 24 ("Eracle bambino"); si ritrovano anche carmi eolici e diversi epigrammi. La sua poetica è marcata dal realismo campestre, con la tematica pastorale come elemento fondamentale: non si tratta di vero realismo, ma di aderenza alla realtà dei campi. Inoltre particolarità della sua produzione è la mescolanza dei generi letterali, quando mai raffinata. Diversi sono i carmi spuri, riconoscibili generalmente per l'ignoranza che traspare sulla realtà bucolica. Altri poeti bucolici sono Mosco di Siracusa, del II secolo a.C., con il suo epillio Europa, in lingua omerica ma con grazia rococò; Bione di Smirne mostra invece una dettagliatissima narrazione, ricca di grazia, nel suo Epitaffio di Adone. A Teocrito inoltre viene attribuito un piccolo carme figurato, intitolato La zampogna, in parte simile alle Talisie.