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Filosofia Ellenistica

Ciò che caratterizza tutte le nuove filosofie è la preminenza dell’etica, e del ruolo centrale occupato dall’ευδαιμονία: causa principale è la perdita dei punti di riferimento, dovuta alla mancanza di partecipazione nel governo dello Stato, ormai monarchico. In realtà la crisi comincia molto prima, con la guerra del Peloponneso, e con le crisi del platonismo e dell’aristotelismo nelle stesse scuole d’origine. Il ritorno a Socrate viene praticato dal cinismo, fondato da Antistene, anche se più probabilmente si tratta di Diogene. Questa filosofia prende il nome dall’epiteto del cane, attribuito a Diogene per il suo stile di vita e la sua indole; principi fondamentali sono: l’autosufficienza (αυτάρκεια), la distanza dai bisogni e l’indifferenza (αδιαφορία) attraverso l’esercizio e la fatica. Particolare forma letteraria è la diàtriba (di cui inventore sarebbe Bione di Boristene), breve esposizione di un concetto o di un problema di pratica morale tale da attrarre l’attenzione degli ascoltatori: un tipo particolare di componimenti di questo genere sono quelli di Menippeo di Gàdara, caratterizzati da una fantasiosa vivacità e da una grande capacità inventiva. Lo scetticismo, dalla parola greca omonima per "riflessione", indica una posizione che esprime dubbio o sfiducia nella possibilità umana di conoscere: creatore è Pirrone di Elide, influenzato dall’esperienza del mondo orientale. Bisogna giungere all’astensione cioè all’αφασία, per arrivare all’atarassia, e dunque alla felicità. Zenone di Cizio fonda invece lo stoicismo, che prende il nome dalla Stoà Poikìle, il portico affrescato a nord dell’agorà. Unione di varie concezioni e dottrine filosofiche, l’elemento che unifica tutto ciò è il concetto di Logos, la ragione universale che costruisce l’essenza del cosmo, identificabile con il Dio supremo, Zeus: è anche il fondamento della vita morale. Posidonio in seguito sviluppa il concetto di simpatia universale, un rapporto di interrelazione reciproca fra tutti gli elementi del cosmo. L’epicureismo prende il nome dal suo omonimo fondatore: l’idea centrale è quella del piacere negativo, come assenza di dolore e turbamento (αταραξία), un piacere catastematico, ossia derivato dal prefetto equilibrio degli atomi tanto del corpo quanto dell’anima. Il piacere è dunque conseguibile attraverso quattro proposizioni, dette tetrafarmaco: il piacere è facilmente perseguibile, il dolore è facilmente sopportabile, la morte non è niente per l’uomo, gli dèi non sono da temersi. Insieme a ciò, coerentemente, rimane il distacco dalla vita politica; introduce anche, rispetto all’atomismo antico, l’idea della deviazione, il clinamen di Lucrezio, che permette l’incontro-scontro degli atomi che provoca il nascere e perire di tutte le cose. Altre due scuole importanti sono l’Accademia e il Peripato.