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Esiodo

Esiodo è il primo individuo storico, cioè ci parla di sé all’interno delle proprie opere, con una forte autoidentificazione. Sappiamo che col padre parte da Cuma, in Asia Minore, per giungere via mare ad Ascra, in Beozia; altre fonti ci dicono che non fece mai alcun viaggio per mare, e quindi è possibile che sia nato nella stessa città. Il poeta è comunque collocabile al principio del VII secolo a.C. Il suo unico viaggio di cui si avrebbe conferma è ad Eubea, in Calcide, in occasione di giochi funebri in onore di Anfidamante. La "Teogonia" è un'opera d'argomento religioso, ma in maniera differente dalla concezione moderna: l'autore non intende spiegare nulla, ma considera gli dei coma una realtà di fatto. La tradizione teogonica è diversa da quella di Omero, ma è dello stesso tipo, segno di una chiara valenza panellenica. Altro elemento fondamentale è l'investitura personale delle Muse: nell'opera risaltano il dato biografico e soprattutto la dichiarazione poetica. Opera non molto unitaria, poiché segue una concezione personale, è "Le opere e i giorni", che si dilunga su due grandi argomenti: la giustizia e il lavoro. Tratta materia umile con il verso tipico dell'epos, l'esametro: si tratta infatti di un'opera epica, non di un poema didascalico. Inoltre il patrimonio proverbiale è molto folto. La mancanza di oralità (a differenza del caso omerico) è dovuta innanzitutto all’aspetto cronologico (la scrittura doveva essere già presente), e poi ad una tradizione omerica ormai pervenuta. L’unità su cui si dibatte è messa in discussione dalle sezioni alternative, veri e propri doppi utilizzati dagli aedi durante le narrazioni. Altre opere minori, di dubbia attribuzione, sono "Il catalogo delle donne", una storia dell’umanità sulle figure femminili, legato nella narrazione al termine della Teogonia, e lo "Scudo di Eracle", sulla vicenda di Alcmena ed Eracle. Altri scritti vengono oggi considerati apocrifi (Precetti di Chitone, Astronomia, Aigìmios, Melampodia, Discesa all’Ade di Pirìtoo, Nozze di Ceìce). Allo stato attuale degli studi la critica letteraria tende ad un'interpretazione unitaria dei testi, ossia una redazione finale completa, ma con una lunga tradizione precedente orale.