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Epigramma

L’epigramma è l’unica forma di poesia che resta produttiva nell’epoca ellenistica. La poesia si allontana dagli spazi pubblici, e le esigenze di spettacolarità si azzerano: la musica e la poesia si distaccano completamente. La sua struttura era semplice: piccola strofe epodica, ossia un esametro ed un pentametro. Ormai in pochi potevano comprendere le forme complicate della lirica arcaica; i grandi contenuti ormai emigrano verso forme prosaiche. Quella dell’epigramma era la forma ideale: breve e di presa immediata, per contenuti minori o marginali. Il primo a proporre un’antologia fu Meleagro nel I secolo a.C. con la sua Στέφανος ("Ghirlanda"), in cui inserisce opere antiche e personali; ormai questo genere sostituisce l'agone, la sua traduzione libresca. In età arcaica si trattava di una semplice iscrizione, quasi sempre anonima: la cultura del libro permette una crescita delle dimensioni ed un ampliamento dello spettro tematico, dovuto anche alla venuta a mancare dell’occasione. Esistono tre scuole dell’epigramma ellenistico: peloponnesiaca, caratterizzata da una rappresentazione della natura in stile ridondante; ionico-alessandrina, che prediligeva i temi erotici e simposiali, con uno stile più lineare e breve; fenicia, alla ricerca dell’effetto e del pathos attraverso la tecnica oratorica.